
... Millenovecentoventinove...

...si ricorda...?

...Tango!



Che io al lavoro ci verrei anche volentieri, dico. Mica solo per lo stipendio, cioè principalmente si, ma mica solo per quello. Che poi qui si starebbe anche bene ma proprio bene, in questo posto dove lavoro, che si può venirci con i jeans e la felpa, che ci sono delle belle finestre grandi e fuori si vedono gli alberi, che la signora di sotto non cucina nemmeno tanto male e la bresaola è davvero buona. Che siamo tutte più o meno della stessa età, tranne una, che si fanno dei bei caffè del pomeriggio con le riviste di moda e i boss che pretendono ma non ci sono mai a reclamare. Quello che volevo dire è che quella lì del tranne una però sta di fianco a me di scrivania. Beh, questa qui c’ha un bel po’ più di anni di noi ed è convinta che non si noti, c’ha i capelli lunghi che una volta eran biondi e ora che son bianchi li tinge con le tinte naturali che è convinta che non si vede che non son più biondi ma bianchi e invece si vede eccome. Poi non ci vede, però non usa gli occhiali a camminare per la strada perché dice che non le servono però arriva tutti i giorni in ritardo di mezz’ora tanto che le han cambiato l’orario per non doverla riprendere più e arriva tardi perché cammina piano che non ci vede bene dove mette i piedi e quando legge i documenti al lavoro oltre agli occhiali usa una lente di ingrandimento, però dice che non le serve in effetti. Questa tranne una quando arriva in ritardo di mezz’ora la mattina poi va subito in bagno e ci sta ancora venti minuti cronometrati perché si pettina i capelli lunghi finto-biondo-bianchi e si ritocca il trucco che a furia di strizzare gli cchi per vederci mentre cammina s’è un po’ sciolto e va ritoccato ma non vedendosi bene allo specchio ci mette un venti minuti cronomentrati. Quando parla al telefono la mia collega che le passa le telefonate s’è preoccupata diverse volte che pare che tranne una stia svenendo e invece no, però sembra di si perché è sempre tantissimo occupartissima e non vuole mai rispondere. Poi lei quando noi facciamo le traduzioni di nascosto le rilegge che una volta mi sono accorta e le ho detto perché le rileggi e lei ha detto che noi non le sappiamo fare bene e lei le controlla con gli occhiali e con la lente di ingrandimento mica che ci siano errori, capisci che ti girano un po’ le scatole per sto fatto. Tranne una quando mangia ha i capelli sulla faccia e per non farseli andare in bocca li tiene indietro con la mano, che poi però vanno spazzolati come la mattina quando arriva nei venti minuti di bagno, perché la mano capita che sia magari unta e quando apre la bocca la storta tutta che si vede quello che sta mangiando perché sennò il rossetto si sbava. Però siccome un po’ si sbava lo stesso e i capelli vanno spazzolati, dopo il pranzo ci sono ancora una ventina di minuti cronometrati di bagno. Certi giorni che piove tranne una sa di quell’odore che hanno i cani quando gli si bagna il pelo che nessuna di noi riesce nemmeno ad avvicinarsi, capisci che io che abito vicino a lei di scrivania ho un super allenameno all’apnea e una resistenza fantastica alle finestre aperte in pieno inverno oltre ad uno scatto notevole nell’aprire e chiudere, le finestre, quando lei s’allontana. Tranne una ha l’assoluta convinzione che ogni tanto dice, che senza di lei noi si chiuderebbe la baracca, che quando è in vacanza noi non solo abbiamo una perenne aria di primavera anche se in diversa stagione, ma non si sa come mai abbiamo anche una velocità di risoluzione dei problemi notevolmente più alta, valli a capire certi fatti. Tranne una non beve l’acqua del “goccione” che abbiamo qui in ufficio dice che le fa male alla pancia e mentre mangia le melanzane fritte, la polenta con lo zola o i wurstel con i crauti beve un’acqua diversa, che dice quella non le fa male. Che io al lavoro ci verrei anche volentieri, dico. E certe volte, come adesso che sono i venti minuti di bagmo cronometrati di tranne una, si sta così bene, che dalla finestra aperta entra la primavera, ma soprattutto, esce il resto. Quand’è che si va inpensione in Italia?
**nota sulla musica:
l’ho scelta perché mentre scrivevo non so perché passava questa canzone, poi perché mi sono immaginata tranne una a cavello d’un cammello**

Te lo dicono fin da piccola, stai composta a tavola però, te lo dicono poi negli anni, stai composta con un uomo, con un’amica, stai composta al lavoro, stai composta su quel treno e se t’addormenti stai composta, alla cena fuori stai composta, al cinema stai composta. Delle buone maniere si sta parlando, o di che altro?! Quand’è che smette di essere educazione e diventa facciata? Che ti trovi ad un tavolo di legno zoppo da una gamba con qualche persona che non sa nemmeno bene il perché è lì con te, ma questa è un’altra faccenda, che non sai nemmeno bene perché si è finiti a parlare di intimità, che viene fuori sei l’unica che non va in bagno con la porta aperta e ti sconvolgi a sentire di essere parte di una percentuale assurda di persone che credono ancora che quando si tratta di bagno, sia opportuno chiudere la porta. E resti lì a pensare che forse non hai capito bene, che forse hai travisato, che non è possibile. E le guardi una ad una quelle persone, chi sceglie con cura ogni accessorio e profumo e trucco e forma e colore, chi è riservato e timido e gentile ed educato, chi ha l’aria tenera e parla spesso di purezza e di come un uomo balla composto o sta composto e ha modi educati e ti chiedi come sia possibile. Allora incalzi e chiedi e cerchi di capire per capire che hai capito benissimo. Quand’è che il bagno, e non parlo di lavarsi le mani, smette di avere porte? Quando l’educazione lascia il posto al “tanto è una persona di casa”? Cosa succede in un matrimonio, ad una convivenza, quando si smette di chiudere la porta del bagno? E prima ancora, le buone maniere sono come luci di un casinò, a volte ci sono e volte se ne fa a meno? Servono per attirare l’attenzione e poi smettono di avere importanza? Resti lì, con le tue domande in testa, con la certezza che la tua porta del bagno chiusa non è in discussione per niente e nessuno, ti senti dire che non va vissuta come la vivi tu, che va vissuta molto più easy…
Ridendo tra te ti chiedi, chissà cosa ne penserebbe Biagio Antonacci, delle porte del bagno aperte…e poi ordini un caffè.
…è strano come ami tu lo fai di più di più di me…
…come ami tu non si ama mai, solo una volta in una vita…

... chi ha la pistola carica
e chi scava!
(Il Buono, il Brutto, il Cattivo)
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